giovedì 11 giugno 2009

La vera storia della politica d'immigrazione libica giovedì 11 alle 21 in piazza delle cure

Rastrellamenti, deportazioni attraverso container blindati, violenze, vendite di uomini e donne ai trafficanti, campi di concentramento o di lavoro forzato, in cui migranti in transito dalla Libia verso l'Europa rimangono imprigionati mesi, a volte anni, subendo violenze di ogni tipo. Ecco la politica per l'immigrazione della Libia, che l'Italia finanzia con ingenti somme di denaro, oltre a un certo quantitativo di sacchi neri per cadaveri. La politica osannata dai nostri tg in questi giorni di visita di Gheddafi, a cui verrà conferita perfino una laurea ad honorem.


STASERA ALLE 21 IN PIAZZA DELLE CURE, LA VERA STORIA DELLA POLITICA LIBICA IN MATERIA DI IMMIGRAZIONE E DELLA COMPLICITA' ITALIANA ED EUROPEA, RACCONTATA DAI SOPRAVISSUTI DEI LAGER NEL FILM "COME UN UOMO SULLA TERRA"


Una delle testimonianze...


Fatawhit, Eritrea : “Il trasferimento da una prigione all’altra si effettuava con un pulmino dove erano ammassate 90 persone. Il viaggio è durato tre giorni e tre notti, non c’erano finestre e non avevamo niente da bere. Ho visto donne bere l’urina dei propri mariti perché stavano morendo di disidratazione. A Misratah ho visto delle persone morire. A Kufra le condizioni di vita erano molto dure (…) Ho visto molte donne violentate, i poliziotti entravano nella stanza, prendevano una donna e la violentavano in gruppo davanti a tutti. Non facevano alcuna distinzione tra donne sposate e donne sole. Molte di loro sono rimaste incinte e molte di loro sono state obbligate a subire un aborto, fatto nella clandestinità, mettendo a forte rischio la propria vita. Ho visto molte donne piangere perché i loro mariti erano picchiati, ma non serviva a fermare i colpi dei manganelli sulle loro schiene. (…) L’unico metodo per uscire dalle prigione libiche è pagare.” (http://www.storiemigranti.org/spip.php?article67).